Duilio Damilano non può essere definito semplicemente un Architetto.
Nei suoi progetti egli è architetto, scultore, lighting designer, ma soprattutto è appassionato.
È architetto, laureato nel 1988 al Politecnico di Torino con Gabetti, si appassiona ai lavori di Libeskind e, grazie a lui, supera le visioni tradizionali della scuola italiana, ponendosi fuori da categorie e movimenti architettonici, apre un suo studio a Cuneo sua città natale il Damilano Studio Architects.
È scultore, lo è di tradizione, lo è nel sangue. La famiglia Damilano è una famiglia di scultori ed è in essa che Duilio trova le forme tipiche delle sue opere, forme che lo portano ad abbracciare i volumi, in un decostruttivismo di nuove linee sinuose e spezzate, che trasformano l'architettura, statica per definizione, in un flusso in movimento che va a riempire con la propria presenza l'area che la circonda.
È lighting designer, Damilano libera la luce dalla sua sottomissione all'architettura, rendendola co-protagonista delle sue opere dove si fonde con i volumi, in una ricerca continua che la fa divenire parte fondante del progetto creativo.
“È una vocazione istintiva, una sensazione che parte dalla pancia e solo in un secondo momento viene convogliata entro i canali della razionalità. Certo è qualcosa che fa parte da sempre del mio approccio all’architettura, che entra in ogni mio progetto. L’illuminazione, voglio dire, che va oltre il fatto fisico del corpo illuminante e diventa parte integrante del disegno architettonico. Un progetto non può esaurirsi con la luce del giorno...”.
Ma Damilano è soprattutto appassionato. Egli stesso definisce la passione come il suo motore creativo e racconta che fin da bambino è attratto dagli edifici, da quei contenitori della vita adornati di finestre, da cui gli uomini osservano il mondo.
Edifici visti come teatro della quotidianità, che grazie alle loro forme, all'organizzazione degli spazi ed alle emozioni che ci trasmettono, possono migliorare la vita degli attori che ne calcano le scene.
Proprio nella ricerca di comfort ed emozioni, ma anche di simbolismo e creatività, nasce l'architettura di Damilano che ha un occhio di riguardo non solo per linee e luci, ma anche per materiali e qualità dello spazio abitato e della vita. Ed è un architettura che nel cuneese, dove prende vita, riesce ad amalgamarsi ed emozionare, grazie anche alla capacità di Damilano di saper trasformare le richieste del cliente ed i limiti imposti dall'ambiente, in un punto di partenza intorno al quale modellare le forme della sua creatività.
Così, grazie ai suoi lavori con Attico si può entrare in un antico palazzo del centro di Cuneo e ritrovarsi di fronte ad un attico ultramoderno, dove il bianco e la luce dominano la scena; con "Gazoline" ci si puo fermare in una stazione di servizio che contiene nelle sue forme l'idea stessa del viaggio e poi con “Horizontal Space” entrare in una casa in cui dalla cucina si ha una visione totale sulla natura circostante e sulla valle del cuneese o, ancora, con Vidre Negre passare di fronte a un complesso di uffici che, grazie alle forme dure e ad un gioco di luci ed acqua, riescono a trasmettere un idea di dinamicità e forza punti forti dell'azienda a cui appartengono
Tutto questo è l'opera di Damilano, un opera fresca, innovativa e mai statica che lo rende uno dei più interessanti interpreti del panorama architettonico italiano.
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