Non sarà dunque la tecnologia a risolvere la questione energetica, ma l’intelletto“.E’ Mario Cucinella, l’architetto bolognese inventore dellaCasa 100k (economica, bella e sostenibile), ad aprire con questa visione, quasi rinascimentale, la conferenza stampa organizzata dalla Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito all’Ecobuild di Londra, la più importante fiera europea per l’edilizia sostenibile e le energie rinnovabili.Per Cucinella l’architetto ha infatti oggi la responsabilità di guidare la cosiddetta green revolution verso la sostenibilità ambientale delle città e degli edifici che, per loro natura, ammette, sono “un paradosso ecologico“, ovvero un’inevitabile quanto necessaria forzatura sulla natura e il paesaggio, per consentire l’abitare umano. Ciò che conta è che quest’azione trasformatrice sia fatta in maniera intelligente, contestualizzando le costruzioni e ricorrendo alle soluzioni e ai materiali più adatti.
L’Italia, come dicevamo s’è sicuramente desta e lo sta dimostrando, con una nutrita e agguerrita rappresentanza di aziende, in questa edizione di Ecobuild 2011. Ma è bene non sedersi sugli allori, perché gli altri paesi non stanno certo a guardare e se ci si sposta dalla manica sud alla nord del centro Excel, dedicata alle rinnovabili, la presenza italiana è, purtroppo, pressoché inesistente.
Qui la partita si gioca tra i colossi mondiali del fotovoltaico (quasi tutti tedeschi, americani o asiatici) che, sull’onda del nuovo ”Conto Energia” varato dal governo inglese, fanno a gara per avere lo stand più grande e originale possibile: Hyundai, Sharp, Suntech, Schüco, Canadian Solar, Solar World (che espone alle pareti un sorridente Jr. – l’attore di “Dallas” Larry Hagman – come un petroliere apostata in cappello texano, folgorato sulla via delle rinnovabili). Ma i giganti tra i grandi, che svettano su tutto e tutti sono Arcelor Mittal, il gruppo del magnate indiano Lakshmi Mittal, che fornirà tutto l’acciaio per le Olimpiadi di Londra 2012, e Saint-Gobain, il leader francese del vetro, giunto ormai a un catalogo di prodotti e “soluzioni per l’habitat del futuro” che vanno ben al di là dei vetri a bassa trasmittanza per il risparmio energetico.