Cielini per tapparelle: come evitare le dispersioni termiche

Quando si prende la decisione di sostituire i vecchi infissi di casa, è consigliabile sostituire anche i cassonetti che coprono le tapparelle. Poiché la sostituzione degli infissi è causata da necessita di maggior isolamento, un cassonetto vecchio rischierebbe di vanificare o ridurre questo obiettivo. Tra i più diffusi ricordiamo quelli a cielino coibentato (che permette un’ispezione del rullo dal basso) ed il cassonetto PVC da ristrutturazione con apertura frontale.

Risolversi per l’una o l’altra opzione può rivelarsi più importante di quanto si è comunemente portati a credere. Può voler dire infatti intervenire più o meno convenientemente sull’isolamento termico del proprio appartamento e quindi sulle spese di gestione di una casa. A  dire il vero entrambe le soluzioni rappresentano delle criticità e come scritto sul sito di Pompeja, azienda produttrice di infissi, le migliori soluzioni alla dispersione termica sono installare un cassonetto isolante prefabbricato oppure coibentare dall’interno il foro della tapparella avvolgibile dell’l’involucro esistente.

Vediamo quali sono le soluzioni proposte dal mercato e riconoscere i prodotti più adatti alle nostre esigenze.

Cassonetti in PVC

Iniziamo dai cassonetti in plastica, quelli che al loro interno accolgono le tapparelle a rullo. Si tratta di una tipologia molto diffusa nelle case italiane. La maggior parte di questi prodotti consta di uno sportellino per l’ispezione frontale. I cassonetti in PVC per avvolgibili possono garantire un buon livello di isolamento termico e quindi agire sulle dispersioni di calore, impedire che si formino macchie di umidità e che l’ambiente venga attaccato dalle muffe.

Cassonetti monoblocco

Una valida alternativa è rappresentata dal cassonetto monoblocco. Si tratta di uno speciale dispositivo dotato di guide laterali ed integrato da tapparelle elettriche. Siamo ovviamente qui davanti ad un prodotto di moderna concezione, semplice per montaggio ed installazione e perfetto per garantire un ottimo livello di isolamento termico.

Cielini coibentati

Tra le varie tipologie di cassonetti ci sono anche i cielini coibentati. Si tratta di articoli sicuramente molto discreti rispetto ai cassonetti in PVC. Il cielino di ultima generazione viene realizzato in plastica coibentata e corredato da frontalino sagomato spesso estraibile. Le versioni migliori di questo prodotto garantiscono una discreta possibilità di isolamento acustico oltre che termico.

Cassonetti con cielino: pro e contro

I cassonetti con cielino devono essere coibentati altrimenti rischiano di fungere da ponte termoacustico. Questo significa che in casa passerebbe aria calda o aria fredda proveniente dall’esterno. Una simile eventualità si traduce in dispersione termica, nella necessità di accendere con frequenza e per periodi di tempo prolungati condizionatori e termosifoni, in sprechi ed in rincari sulla bolletta. Inoltre dove passano gli spifferi passano anche i rumori.

Un cassonetto con cielino insomma, se non coibentato a dovere, può rappresentare una soluzione tutt’altro che valida per chi decida di ristrutturare casa. Chiaramente non tutti i problemi sono ascrivibili in questo caso alla qualità dell’oggetto in sé e per sé. Perché la resa dell’articolo sia buona è necessario infatti che chi si occupa di costruire o riqualificare l’immobile valuti con attenzione anche la tipologia di oscurante da installare, il posizionamento esatto dell’insieme così come le dimensioni dell’infisso.

Attenzione inoltre al cassonetto con cielino a scorrere. Se è vero che tra tutte è forse la soluzione in assoluto più economica, è anche vero che si tratta di una tecnologia antiquata e poco performante. Per quanto il prodotto possa infatti essere coibentato, il potere di isolamento e la tenuta d’aria in questo caso sono da ritenersi carenti, cosa che inficia la qualità dell’articolo. Meglio optare quindi per un oggetto che consenta semmai l’ispezione esterna del cassonetto.

Per essere certi che l’articolo acquistato assicuri determinati standard di qualità è bene infine che esso sia certificato da tutti gli organi competenti, messo in posa da professionisti del settore e dotato di uno spessore minimo isolante di 6 centimetri per quanto riguarda la parte esterna, 3 per l’interno.

Consigli

Un ultimo suggerimento: se è vero che l’ispezione esterna in combo con il sistema monoblocco, soprattutto se aggiunto al controtelaio con cassonetto integrato, può garantirci un certo livello di prestazioni è anche vero che ogni immobile fa storia a sé. Quando si sceglie di restaurare casa quindi il suggerimento è quello di ricorrere sempre ad una buona progettazione delle finestre, da affidare alle sapienti mani di individui competenti che utilizzino materiali certificati e dotati di garanzie di qualità. Chiaramente non sempre i loro servigi saranno economici ed abbordabili. Per questo motivo è bene prima di assegnare l’incarico ad un team di specialisti raccogliere alcuni preventivi.