Il camino è stato per molti anni l’unico mezzo per distrubuire calore in una casa. Successivamente all’avvento di stufe e termosifoni è praticamente scomparso dalla case, per poi tornarvi, spinto dai designer come elemento d’arredo per impreziosire un ambiente.

Il suo successo è dovuto principalmente alla bellezza della fiamma e al senso di piacevole intimità che trasmette. Non è facile scegliere quale camino installare in casa. Bisogna valutare infatti quale sia l’effettiva compatibilità tra il caminetto e l’architettura domestica ed eseguire una proiezione dei costi legata all’installazione, all’acquisto, all’uso ed alla sua manutenzione.

Tipologie di camino

La voce costi è in larga parte collegata alla scelta di una precisa tipologia di caminetto piuttosto che di un’altra. Distinguiamo di norma 4 grandi famiglie di camini (come si può vedere sul sito Barzotti) ed ognuna di esse ha un diverso valore di mercato ed un differente costo di manutenzione. Vediamo in dettaglio.

Camino a legna

La variante senza dubbio più conosciuta è la più classica in assoluto è quella a legna. Si tratta di una soluzione romantica capace di coinvolgere tutti i sensi e di creare un’atmosfera particolarmente piacevole. La resa termica di un camino a legna però non è tra le più alte, soprattutto se si opta per la versione chiusa. I prezzi del combustibile sono invece praticamente imbattibili: basti pensare che per un quintale di legna da ardere si sborserà al massimo una dozzina o poco più di euro.

Camino elettrico

Una soluzione senza dubbio più moderna è quella del camino elettrico. I prodotti così alimentati meglio si adattano alle moderne esigenze di praticità nonché agli spazi un po’ più ristretti delle abitazioni di nuova concezione. L’energia ricevuta verrà trasformata in calore che si diffonderà nella stanza di installazione per irradiamento. Normalmente ben si adatta ai piccoli ambienti dato che al massimo svilupperà 2000W di calore.

Questa soluzione, per quanto pratica ed efficiente, va comunque avallata dopo un’attenta valutazione. Il caminetto in esame potrebbe infatti consumare parecchio e quindi incidere pesantemente sui costi di gestione della casa. Si tenga perciò conto prima di scegliere un camino elettrico della possibile frequenza di utilizzo nonché della spesa energetica media abituale.

Camino a pellet

Questa variante consente di ridurre notevolmente l’impatto ambientale che un caminetto inevitabilmente porta con sé ed inoltre garantisce una resa termica a dir poco eccellente. Esso deve comunque essere collegato all’impianto elettrico di casa ed inoltre necessita di essere periodicamente alimentato dal pellet, ossia da materiale legnoso di scarto opportunamente trattato. Il costo medio per il combustibile è di circa 30 euro al quintale.

Camino a bioetanolo

Il camino a bioetanolo è senza dubbio un oggetto efficiente ed ecologico. Altissima è la sua resa termica e tutto sommato abbastanza bassi sono invece i costi di manutenzione. Meno romantico e più efficiente va sempre tenuto in considerazione.

Collocazione ideale

Parlavamo in apertura anche di compatibilità tra il caminetto e l’architettura che contraddistingue il nostro appartamento. Per quanto riguarda le soluzioni stilistiche ognuno farà un po’ a modo suo, quello che qui ci interessa è l’aspetto tecnico della questione.

In particolare è bene sapere che i caminetti necessitano sempre di una cappa da tiraggio che convogli i fumi prodotti verso l’esterno. La canna fumaria potrà essere installata a muro o a parete determinando quindi il posizionamento del camino all’interno della stanza. Nella maggior parte dei casi si opta per l’installazione in soggiorno, mentre si consiglia di evitare la cucina o in generale qualsiasi ambiente non adeguatamente arieggiato presente in casa.

Conclusioni

Non possiamo affermare che un tipo di camino sia senza dubbio migliore rispetto agli altri. Perché si possa rimanere soddisfatti della propria scelta è quindi bene agire tenendo conto oltre che delle caratteristiche tecniche dell’oggetto, dell’effetto visivo che si desidera ottenere.

Non dimentichiamoci del resto che il camino verrà utilizzato più come complemento d’arredo che come effettiva fonte di calore. Del resto fare diversamente significherebbe nella maggior parte dei casi sostenere dei costi rilevanti, perdere molto tempo a pulire o ad eseguire la manutenzione dell’oggetto e via discorrendo.

Alla luce di ciò si suggerisce di optare per un camino a legna o per una soluzione classica quando si vuole ricreare un ambiente rustico (magari in taverna) e quando cenere e fumo non potranno annerire o rovinare mobili e suppellettili. Per le stesse ragioni si preferirà un oggetto alimentato da bioetanolo o addirittura elettrico in ambienti più moderni, magari in una bella zona living.