Quando si parla di acque reflue ci si riferisce alle normali acque di scarico che vengono utilizzate durante le attività umane, quelle domestiche, agricole oppure industriali. Al loro interno contengono sostanze organiche e inorganiche (vedi quali) e senza l’opportuno trattamento possono anche recare importanti danni alla salute delle persone e dell’ambiente stesso.

In un tempo dove la sostenibilità ambientale e la cura della persona sono messi al primo posto, non possiamo sottovalutare l’importanza della depurazione delle acque reflue, che possono essere trattate e poi riutilizzate in diversi modi.

Sono tre le tipologie di acque reflue individuate dal Testo Unico sull’Ambiente (scopri di più). Ci sono quelle domestiche, industriali e urbane. Comprenderne bene le differenze aiuta a migliorare la tutela dell’ambiente e di conseguenza anche la salute delle persone.

Riciclaggio delle acque reflue

Riciclare le acque reflue è un gesto importante per poter ridurre l’impatto ambientale. Un dispositivo efficiente per depurare le acque reflue industriale è il monoblocco ATLAS AT OVAL per quanto riguarda le utenze medio-grandi EN 12566-3, altrimenti per la depurazione biologica avanzata c’è il sistema multistadio di Dorabaltea, di cui puoi leggere i dettagli a questa pagina https://www.dorabaltea.com/acque-reflue-industriali-scarichi-industriali-quali-sono-e-come-riciclarli/.

Nel momento in cui le acque reflue domestiche, urbane e industriali vengono riciclate, occorre tener presente il regolamento del Decreto Legislativo 152/06 e del Decreto Ministeriale 185 12 giugno 2003, che indicano tutti i parametri che vanno rispettati per poter riciclare le acque. Non tutte le acque reflue sono uguali, ognuna ha le proprie caratteristiche e vanno tenute in considerazione nel momento in cui c’è da individuare i migliori impianti di depurazione.

Le acque reflue domestiche per esempio sono maggiormente soggette ad avere importanti quantità di sostanze inquinanti seppur naturali od organiche. Diverso il discorso quando si parla di acque industriali, dove gli agenti inquinanti sono principalmente di sintesi chimica. Dopo che quest’ultime sono state depurate, le finalità possono essere per l’uso irriguo, civile o industriale.

Differenza tra le acque reflue domestiche, industriali e urbane

Il Testo Unico sull’Ambiente contiene molte normative, però si capisce bene già al primo sguardo come siano tutte quante necessarie per poter salvaguardare l’ecosistema senza perdere le comodità a cui siamo abituati e ormai considerate assolutamente scontate.

Alle acque reflue sono state riservate alcune parti del decreto legislativo n.152/06, con lo scopo di sensibilizzare le persone, far comprendere meglio questo argomento e ovviamente consentirne un buon trattamento. Prima di tutto però è bene capire qual è la differenza tra acque reflue urbane, industriali e domestiche perché cambia anche la potenzialità dell’inquinamento.

Acque reflue domestiche

Secondo il Testo Unico si intende per acque reflue domestiche tutte quelle acque che provengono da insediamenti residenziali e servizi che derivano principalmente dalle attività domestiche e il metabolismo umano.

Rientrano in questa categorie:

  • Le acque che provengono dal WC e sono associate alle deiezioni umane
  • Quelle provenienti dal bagno e dalla cucina
  • Le acque delle precipitazioni atmosferiche che sono smaltite tramite pluviali
  • Tutte quelle acque che provengono da attività produttive e hanno un basso impatto ambientale

Acque reflue industriali

Sono considerate acque reflue industriali tutte le acque che vengono scaricate da impianti ed edifici dove vengono svolte attività commerciali o di produzione, come da D.L.vo 4/2008 che ha corretto il D.Lgs. 152/06. Occorre fare una distinzione con quelle domestiche, perché i liquidi in questo caso possono entrare in contatto con particolari materiali o sostanze nocive che rendono le acque molto più pericolose.

Vi rientrano anche tutte quelle acque che sono entrate a contatto con i materiali e le sostanze però non direttamente connesse con la produzione. Le acque reflue industriali possono essere classificate in base all’attività d’impresa. Secondo uno specifico criterio però, gli scarichi industriali prevalgono su quelli domestici. Vale a dire che se un’attività imprenditoriale prevede lo scarico dove vanno anche i rifiuti domestici, le acque rientreranno in reflue industriali.

Acque reflue urbane

Siamo arrivati alla terza tipologia di acque reflue e si tratta infatti di quelle urbane. Secondo il Testo Unico sono considerate urbane la mescolanza delle acque reflue domestiche, le reflue industriali e quelle meteoriche di dilavamento che convogliano in una rete fognaria anche quando vengono separate.

Sono perciò considerate urbane le acque che provengono da agglomerati urbani che sono dotati di impianti di rete fognaria pubblica. Se non esistono invece i servizi fognari pubblici e nemmeno i depuratori comunali, in automatico le acque reflue urbane saranno considerate o domestiche o industriali.