L’ecobonus 110% per la sostituzione degli infissi rientra insieme al sismabonus nel superbonus previsto dal decreto Rilancio del Governo. Si tratta di una serie di agevolazioni fiscali con aliquota potenziata al 110% per eseguire determinati lavori e ristrutturazioni.
In particolare l’ecobonus infissi si può ottenere se si eseguono anche altri lavori definiti trainanti. Sono considerati trainanti la sostituzione dell’impianto di raffrescamento o riscaldamento, il cappotto termico o gli interventi antisismici. Sostituire gli infissi invece è ritenuto un lavoro trainato per cui l’accesso all’ecobonus 110% è consentito soltanto se si esegue uno dei lavori suddetti.
Come ottenere l’ecobonus 110% infissi
L’ecobonus 110% si può ricevere effettuando almeno uno dei lavori traianti ma se mancano i requisiti si può sempre beneficiare delle agevolazioni ordinarie dell’ecobonus che sono del 50%. Per i condomini arrivano al 65%.
Tutti gli approfondimenti relativi ai prezzi e ai requisiti tecnici sono contenuti nel Mise, il decreto sui Requisiti Minimi. Qui vengono spiegati quali sono le caratteristiche e i parametri da osservare per aderire al superbonus ma anche agli altri interventi che danno diritto ad agevolazioni fiscali. Ci riferiamo ad esempio all’ecobonus ordinario, al bonus per le ristrutturazioni o a quello per le facciate.
Tornando agli infissi tutte le specifiche tecniche sono riportate nell’allegato I del decreto Mise. Sono indicati i massimali per gli infissi al metro quadrato ma anche per le schermature oscuranti come scuri, tapparelle e persiane e quelli per le schermature solari. In queste rientrano le veneziane e le tende a rullo. I prezzi indicati escludono eventuali lavori complementari necessari all’installazione, la messa in opera del prodotto, le prestazioni lavorative e si ritengono al netto di IVA.
Queste disposizioni riguardano gli interventi effettuati dopo il 5 ottobre 2020, data dell’emissione e della pubblicazione del nuovo decreto Mise. I lavori antecedenti invece devono rispettare i parametri stabiliti dal decreto del 2008, che contiene anche le modifiche apportate nel 2010.
Modalità di accesso all’ecobonus
Per usufruire dell’ecobonus 110% infissi bisogna rispettare dei precisi parametri che possono riguardare l’aspetto tecnico o il prezzo dei lavori. I cittadini possono accedere al superbonus in tre diversi modi. Il primo sistema prevede lo sconto direttamente in fattura, previo il consenso della ditta esecutrice dei lavori. Il secondo modo prevede la detrazione fiscale in 5 anni invece che in 10 anni, mentre la terza via è quella della cessione del credito a terzi, tra cui anche alle banche.
Per incentivare la sostenibilità ambientale tutti gli interventi per migliorare l’efficienza energetica della casa consentono ai cittadini di effettuare i lavori a costo quasi zero. Ne fanno parte l’installazione di finestre in legno, come queste della Navello, azienda italiana che basa la sua produzione su ricerca ed inovvazione tecnologica, utilizzando legno proveniente da foreste ecosostenibili.
Requisiti per accedere all’ecobonus 110%
Per ottenere la detrazione del 110% sugli infissi è necessario eseguire uno dei lavori trainanti documentando le spese effettuate dal 1° luglio del 2020 fino al 31 dicembre del 2021. Con uno di questi lavori bisogna dimostrare di aver ottenuto un salto energetico di due classi oppure di aver raggiunto la classe energetica più alta. Vediamo nello specifico quali interventi trainanti occorre fare.
Gli interventi possono riguardare l’isolamento termico dell’abitazione con la realizzazione di un cappotto termico. Si riferiscono alle superfici opache orizzontali, verticali e inclinate e devono avere un’incidenza maggiore al 25% della superficie disperdente lorda. Altri interventi che danno diritto all’ecobonus infissi sono i lavori che riguardano interventi antisismici.
Un altro lavoro trainante è quello che interessa gli impianti di riscaldamento e raffrescamento. Vanno sostituiti con impianti centralizzati per il raffrescamento, il riscaldamento in grado di produrre acqua calda sanitaria. Devono essere installati sulle parti comuni delle abitazioni, sugli edifici unifamiliari e sulle unità abitative poste all’interno di abitazioni plurifamiliari.