L’open space va di moda, oggigiorno. E’ una moda destinata a durare, anche perché vantaggiosa dal punto di vista funzionale ed estetico. Ne parliamo in questo articolo, elencando i vantaggi di questa soluzione, fornendo una panoramica dei costi e offrendo qualche consiglio per risparmiare.

Cos’è un open space

Da un punto di vista prettamente tecnico, l’open space è un locale molto ampio e multifunzionale. Il concetto coinvolge diverse tipologie di strutture civili, come gli uffici, ma ad esso si fa riferimento anche soprattutto per ciò che concerne l’edilizia residenziale. In questo contesto, l’open space può essere considerata la stanza più grande della casa, la quale funge contemporaneamente da salotto, sala da pranzo, in alcuni casi anche da hall.

L’open space è una soluzione praticata più o meno da sempre, per quanto solo negli ultimi anni si sia diffusa con una certa capillarità. Oggi l’open space è di moda in quanto incarna l’approccio minimal, il quale non si limita a impattare sull’idea di arredamento ma reinterpreta lo stile abitativo, il modo di vivere la casa. Un approccio che predilige gli spazi ampi e che promuove la socializzazione.

Alla luce di ciò, appare ovvio come l’open space si contrapponga in maniera significativa all’approccio impiegato fino a qualche anno fa, il quale può essere a sua volta riassunto con l’espressione “corridoio più stanze laterali”.

Perché costruire un open space

Già dalla definizione di open space che abbiamo fornito nel paragrafo precedente è possibile intuire alcuni dei vantaggi tipici di questa soluzione abitativa. Tuttavia è bene metterli per iscritto e riepilogarli.

  • Recupero dello spazio. Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma non lo è: i muri rubano molta metratura. Ora, con l’open space si riducono i muri interni, e in particolare quelli divisori. Ne consegue che questa soluzione consente di recuperare molto spazio.
  • Maggiore vivibilità degli ambienti. Da sempre, un maggiore spazio è correlato a una migliore vivibilità degli ambienti. In effetti un open space restituisce esattamente questa sensazione: vivibilità e fruibilità.
  • Migliore socializzazione. Gli open space sono progettati anche per migliorare la socializzazione. Il motivo di ciò risiede nella possibilità di adibire l’open space a salotto o living room, piuttosto che a sala da pranzo. Inoltre la maggiore metratura consente la contemporanea presenza di più persone. in linea di massima, è possibile tenere anche feste o ricevimenti all’interno di un open space, se ben progettato.
  • Migliore luminosità. I muri interni, oltre a rubare spazio, rappresentano degli ostacoli alla normale circolazione della luce solare. Ne consegue che l’open space, che per l’appunto elimina alcuni muri interni, consente di ottenere una luminosità migliore.
  • Modernità. Può sembrare un dettaglio vanesio ma è comunque da prendere in considerazione: l’open space è una soluzione moderna, che strizza l’occhio allo stile minimal e pone un’abitazione sul solco dell’edilizia più moderna. Tra l’altro ciò determina un aumento del valore di mercato dell’immobile.

Quanto costa un open space

Quando l’open space si inserisce all’interno di un progetto di ristrutturazione edilizia pone in essere alcuni elementi di complessità. In primo luogo perché non è sempre detto che possa essere costruita: l’abitazione deve possedere precisa caratteristiche una certa abbondanza di muri divisori non portanti. Va specificato, infatti, che la costruzione di un open space è vincolata ad attività quali la demolizione delle pareti interne, la riprogettazione dei serramenti (soprattutto per quanto concerne l’ubicazione è la dimensione), l’analisi e l’eventuale modifica dei punti luce.

Ciascuno di questi interventi ha un prezzo, Il quale può essere anche elevato, se l’abitazione non si presta alla conversione dei locali in open space. Ad ogni modo, in genere, si parla di circa 200 euro –  300 euro al metro quadro.

Una voce importante della spesa riguarda la consulenza dell’interior designer, al quale è demandata la progettazione degli spazi in una prospettiva di migliore fruizione dei locale. Se volete saperne di più, vi consigliamo di leggere l’articolo “Creare un open space: come fare, prezzi” pubblicato su ristrutturare-casa.org dedicato proprio al rapporto tra open space e design.

Quale permesso per un open space

Concludiamo con un’informazione importante riguardante la questione dei permessi. Una questione che spesso e volentieri genera ansie e frustrazioni, soprattutto a causa dei tempi e dei costi che impone. La domanda da porsi è: quale permesso è necessario ottenere per realizzare un open space?

La risposta è… Dipende. Nella migliore delle ipotesi sarà necessaria una semplice CILA,  Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. Questo permesso, o per meglio dire titolo abilitativo, è riservato a quegli interventi che modificano la planimetria (come accade per l’open space) senza però coinvolgere elementi strutturali.

Se invece la creazione dell’open space è vincolata a una modifica importante degli impianti (eventualità rara ma non impossibile) allora è necessaria la SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La Cila, compreso l’onorario del tecnico, raramente costa più di 1.000 euro. La SCIA può costare anche il doppio.