La presenza delle tarme in casa è meno insolita di quanto si pensi. Esistono diversi tipi di questi piccoli insetti. Ci sono ad esempio le tarme del cibo, quelle piccole farfalline che possono trovarsi in alcuni alimenti, all’interno dei mobili della cucina o della dispensa. Molto diffuse anche le tarme della lana e quelle del legno, che si trovano con più probabilità in camera all’interno di armadi o cassettoni.

In questo articolo vediamo di approfondire il tema specifico dei minuscoli insetti della lana cercando di capire come si protegge la lana dalle tarme, con l’uso di sostanze chimiche e rimedi naturali. Scopriamo anche qual è il loro ciclo vitale e quali le loro abitudini in modo da contrastare il fastidioso problema di ritrovarsi maglioni e vestiti pieni di buchi.

Tarme della lana

Le tarme della lana si cibano dei tessuti, per questo il loro habitat ideale sono gli armadi e i cassetti dove riponiamo abiti e vestiti. Non attaccano soltanto la lana ma anche capi in seta e cotone e in tessuti naturali in generale. Sono insetti dotati di ali che fanno parte della famiglia delle Tineidae e si dividono in tre specie comuni.

Tipologie

Esse sono la Tinea pellionella, quella anche chiamata tignola delle pellicce, la Tineola bisselliella o tignola dei crini e la Trichophaga tapetzella che attacca i tappeti.

Tutte le specie di tignola citate nella loro forma adulta si possono vedere a occhio nudo perché le loro dimensioni non sono poi così piccole. La tarma della lana più piccola è quella che attacca le pellicce ed è lunga in genere tra 0,3 e 0,6 cm. Ma in realtà il problema non sono le tarme adulte bensì le larve che fuoriescono dalle uova depositate dagli insetti adulti. Le larve sono anche chiamate bruchi in quanto le tarme sono simili a piccole farfalle ed è per questa loro caratteristica che spesso vengono chiamate anche farfalline dei vestiti. Le tarme della lana preferiscono l’oscurità ed è proprio all’interno di cassetti e armadi che trovano il posto migliore per vivere.

Ciclo vitale delle tarme

Le tarme adulte scelgono i vestiti e i tessuti naturali come nido dove deporre le uova in modo che le larve possano nutrirsi di cibo fin da subito. Cibandosi di lana, cotone e fibre naturali diventano prima pupe e poi insetti adulti. Come detto le tarme adulte non mangiano più e pensano soltanto alla riproduzione fino a che il loro ciclo vitale si esaurisce.

Se le tarme si possono vedere a occhio nudo è molto più difficile individuare le uova deposte perché tendono a confondersi con le fibre dei tessuti e sono molto più piccole delle tarme adulte. Solitamente misurano meno di 1 mm per cui solo con l’impiego di una lente di ingrandimento è possibile scovarle tra gli indumenti. Le uova si infilano nei tessuti attraverso una sostanza collosa che le ricopre e che le fa ben aderire ai panni scelti come futuro nido.

Lo stadio larvale può avere periodi più o meno lunghi, dalle sei settimane ai due anni, a seconda delle condizioni in cui vivono. Prima di trasformarsi in tarme adulte le larve si creano un bozzolo dove crescono e si fortificano: una volta diventate tignole sono pronte all’accoppiamento per dare origine a nuove uova.

Come difendere la lana dalle tarme

Per proteggere la lana dalle tarme è necessario seguire comportamenti corretti, meglio prevenire e conservare i tessuti in posti privi di tarme e disinfestati. Un ottimo sistema è quello di mettere la lana sottovuoto in modo che sia completamente isolata all’interno degli armadi. Se le tarme sono già dentro i mobili contenitori bisogna pulire a fondo tutte le superfici, deumidificare e arieggiare l’ambiente, lavare ad alte temperature i capi infestati e utilizzare specifici prodotti antitarma che si trovano in commercio.

Il sottovuoto è un ottimo sistema per proteggere i capi in tessuti naturali che non possono subire l’attacco dei fastidiosi insetti. Anche asciugare l’umidità in eccesso dalle camere e dagli armadi scongiura il proliferare delle tarme, per cui l’uso di un deumidificatore è fondamentale. Dal momento che la tignola preferisce ambienti bui è consigliata anche l’apertura degli armadi e dei cassetti. Far penetrare la luce naturale è un ottimo deterrente contro le tarme.

E’ assolutamente necessario procedere al lavaggio dei capi già attaccati dalle tarme e passare anche l’aspirapolvere nei posti dove si intende conservare i tessuti puliti. La lana e i tessuti naturali più delicati non gradiscono trattamenti termici perché si infeltriscono. Le tarme, sia le larve che gli insetti adulti, vengono debellati a temperature molto basse, inferiori allo zero mentre le uova hanno un’alta resistenza al freddo e resistono fino a 23° sotto zero. Per pulire la lana contenuta nei cuscini come imbottitura è bene conservarla al sole e spazzolarla a fondo.

Antitarme per abiti

In commercio si trovano numerosi prodotti antitarme che entrano nei tessuti e sono efficaci per eliminare le tarme della lana. Si tratta di palline o bustine contenenti sostanze chimiche solide come il diclorobenzene o naftalene che poi si trasformano in gas. Esistono anche appositi spray da spruzzare sui capi infestati ma sono più tossici per l’ambiente e per l’uomo perché contengono elementi come permetrina e piretrinoidi. Utilizzando questi prodotti chimici è meglio, una volta eseguito il trattamento, lavare i capi interessati prima dell’uso.

Questi prodotti antitarme risolvono il problema delle tarme della lana ma, come sottolinea anche il Ministero della Salute, la naftalina è una sostanza cancerogena di categoria 3 che può avere negativi effetti sulla salute dell’uomo ed è anche altamente tossica per gli organismi acquatici.

Prodotti anti tarme naturali

Chi preferisce l’uso di rimedi naturali per contrastare la diffusione delle tarme sulla lana e sui tessuti naturali può seguire accorgimenti che già utilizzavano le massaie in passato. Si tratta di sistemi efficaci che sfruttano l’impiego dell’olio di cedro rosso orientale, della canfora e della lavanda. Quest’ultima è un ottimo repellente contro la tignola per cui l’ideale è creare un poutpourri con fiori secchi di lavanda da inserire all’interno di armadi e cassetti.

Sempre in tema di trattamenti biologici è possibile ricorrere ai parassitoidi (trichogramma evanescens) che scelgono il corpo delle tarme adulte per deporre le loro uova. Al momento della loro fuoriuscita i parassitoidi provocano la morte delle tarme.