Pozzolana è il nome del materiale piroclastico formato da piccolissimi componenti vetrosi, di una certa porosità, e di diversi minuscoli cristalli di minerali. Si tratta di un materiale composto da scorie vulcaniche e da pomici utilizzato nell’edilizia.

Materiale edile vulcanico

La pozzolana deve il suo nome alle cave di Pozzuoli dove già i Romani la estraevano, ritenendola una delle migliori in assoluto. Molte altre ne esistevano sparse in prevalenza nel centro Italia. Questo materiale, di natura prevalentemente acida, se mescolato con la calce dà origine alla malta pozzolanica. Si tratta di un ottimo legante idraulico, dalle caratteristiche meccaniche rilevanti, che permette di consolidarsi anche se c’è umidità o acqua.

La pozzolana nella storia

La pozzolana vulcanica fu utilizzata per la realizzazione di molte opere d’arte di notevoli dimensioni. Fu impiegata per costruire la cupola del Pantheon perché la sua presa rapida favoriva l’utilizzo delle centine. Anche i monaci benedettini impiegarono la stessa tecnica e gli stessi materiali edili per ricostruire i loro edifici religiosi dopo le distruzioni conseguenti alle invasioni barbariche. La pozzolana biancastra era già nota ancor prima che la usassero i Romani, come testimoniano dei ritrovamenti di murature in opus caementicium in Abruzzo. A quei tempi si mischiava la calce con sabbia di fiume o di mare.

Durante il Rinascimento numerose costruzioni architettoniche furono realizzate con l’utilizzo della pozzolana, come fece anche Brunelleschi in diverse sue opere. E’ proprio da questo momento in poi che la pozzolana venne usata continuativamente fino a pochi anni dopo il secondo conflitto mondiale.

Negli anni Cinquanta entrò in produzione il cemento pozzolanico industriale che sostituì quasi completamente la pozzolana tradizionale. In realtà poi questo materiale venne rivalutato quando entrò in commercio il cemento Portland e si verificò che i due materiali erano compatibili fra loro.

Dove si estrae la pozzolana

Questo materiale edile vulcanico è conosciuto anche come polvere di Pozzuoli, dalla zona principale di estrazione dei Campi Flegrei. Ma in Campania esistevano molte cave di piroclastiti come ad esempio quelle di Tufara Valle, luogo che proprio dalle cave ha preso il nome. Erano infatti chiamate tufere ed erano cavità nel terreno profonde e larghe che oggi si possono ancora vedere. Molte di esse sono diventate discariche, alcune regolari ed altre abusive.

Anche in Abruzzo si trovavano le cave di pozzolana, materiale qui molto chiaro, dal colore quasi bianco. Erano giacimenti situati sulle colline o su terrazze fluviali. In passato erano presenti anche nel Lazio, in Puglia e nella zona del Vesuvio.

Tipi di pozzolana

Gli storici di un tempo avevano suddiviso la pozzolana in quattro diversi tipi: nera, grigia, bianca e rossa. Le sue colorazioni e i riflessi cambiano infatti a seconda della zona di estrazione ed ogni materiale ha caratteristiche differenti.

La pozzolana dei Campi Flegrei ha colori tra il grigio e il verde con possibili riflessi giallastri quando è asciutta. Se viene a contatto con l’umidità i suoi toni passano verso il bruno e il marrone. Quella estratta nell’Appennino centrale generalmente ha colori più chiari, vicini al biancastro.

Utilizzo della pozzolana in edilizia

La composizione chimica di questo materiale edile vulcanico è basata principalmente sul biossido di silicio reattivo e sull’ossido di alluminio. Sono presenti in quantità inferiori anche altri ossidi come quello di ferro e una piccola parte di ossido di calcio reattivo.

La pozzolana messa a contatto con l’acqua non si indurisce, processo idraulico che invece avviene con il cemento. Se a pozzolana ed acqua si aggiunge la calce ecco che si ottiene una malta dalle elevate prestazioni. L’unione tra questi tre elementi è definita attività pozzolanica o comportamento pozzolanico. L’espressione si adopera anche per indicare altri materiali ad attività pozzolanica come le ceneri volanti o il microsilice.

In edilizia, accanto alla pozzolana naturale viene utilizzata anche la pozzolana naturale calcinata. Una volta macinata fine si impiega nel settore della produzione di cementi. E’ composta da argille, materiali di origine vulcanica e rocce sedimentarie che possono essere usati come sono in natura oppure trattati. La certificazione UNI EN 197-1 indica la pozzolana naturale con la sigla P mentre quella calcinata con la sigla Q.


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