Quando si avvicina la stagione più fredda, riscaldare la casa diventa una necessità e, in particolare, alcune stanze richiedono particolare attenzione ed un riscaldamento extra. Il riscaldamento in bagno è decisamente importante per godere di un ambiente confortevole e, con la giusta temperatura, per trovare relax dopo una giornata di lavoro.

Nei casi in cui non si dispone di una caldaia e di un impianto che preveda termosifoni o climatizzatori, riscaldare il bagno diventa un problema. Ma non solo: spesso si ha bisogno di utilizzare il bagno anche quando termosifoni o climatizzatori sono spenti o impostati al minimo (prima della doccia, all’alba prima del lavoro, ecc.). Ecco perché in questo articolo vedremo come riscaldare il bagno senza termosifoni parlando di alcune delle opzioni più comuni.

Come riscaldare il bagno senza termosifoni

In assenza di caldaia e termosifoni, esistono diverse soluzioni per riscaldare il bagno, che necessita della giusta temperatura per non patire il freddo e rendere piacevole un bagno o una doccia calda. Eccone alcune delle più conveniente e popolari:

  • Termoventilatori elettrici
  • Termoarredi elettrici
  • Stufe a biomassa

Termoventilatori elettrici

I termoventilatori elettrici sono una soluzione conveniente, in termini di efficacia e praticità. Si tratta di ventilatori mobili che emettono aria calda, grazie ad una ventola posizionata dietro una resistenza che si surriscalda elettricamente.

L’utilizzo di termoventilatori elettrici è, generalmente, limitato nel tempo, proprio perché si limita al riscaldamento del bagno all’occorrenza. Tra gli apparecchi da riscaldamento secondario, negli ultimi anni, ha preso molto piede, in quanto è ideale per riscaldare il bagno prima e durante la doccia o un bagno o mentre ci si veste la mattina.

La loro efficacia e comodità sta, infatti, nella proprietà di riscaldare velocemente gli spazi piccoli e nel fatto che siano elettrodomestici portatili, quindi facilmente trasportabili all’occorrenza. Per quanto riguarda il risparmio energetico, sono tutti classe A+. Inoltre, possono essere inclusi nel bonus mobili e quindi è possibile risparmiare il 50% del loro costo in caso di ristrutturazione casa o bagno.

Come spiegato qui da smartdomotica è bene prediligere un modello con resistenza in ceramica in quanto più efficiente e più duraturo, a differenza dei modelli con resistenza metallica. La resistenza in ceramica, infatti, si riscalda più velocemente e trattiene per più tempo il calore, consumando così meno energia.

Ne esistono diversi modelli e il costo varia, mediamente, dai 50 ai 120 euro.

La funzione che deve avere un termoventilatore elettrico per stare in bagno è quella certificata dall’IP21 che abilita il dispositivo ad essere utilizzato in presenza di gocce d’acqua. Questo aspetto è importante per garantire il suo funzionamento e la sicurezza anche nell’ambiente bagno.

Inoltre, se vuoi utilizzarlo per riscaldare il bagno, assicurati che vi sia un doppio isolamento, in modo da impedire che le parti elettriche vengano raggiunte dall’acqua.

Precisiamo che, in generale, i termoventilatori sono ideali per riscaldare il bagno o piccoli ambienti, purché non vi sia un uso prolungato, poiché inciderebbe notevolmente sul consumo di energia elettrica.

Termoarredi elettrici

I termoarredi elettrici, detti anche scaldasalviette elettrici, sono nati proprio per il riscaldamento del bagno. Si distinguono, infatti, per efficienza, praticità ed estetica, sostituendo o affiancando i termosifoni nelle stanze da bagno. I più innovativi sono rivestiti da resine che resistono all’azione del vapore acqueo, ad agenti chimici vari e alla corrosione.

I termoarredi elettrici funzionano grazie a delle resistenze interne che si surriscaldano emanando calore anche ad alte temperature, per riscaldare l’ambiente circostante ed eventuali teli da bagno. Possono anch’essi essere detratti fiscalmente al 50% grazie al bonus mobili ed elettrodomestici.

Esistono vari modelli che variano per materiale e potenza, generalmente compresa tra i 400 e gli 800 W, per prezzi che oscillano tra i 60 e i 250 euro a dispositivo. Puoi trovare alcuni consigli su come sceglierne uno in questo approfondimento sull’utilità dei scaldasalviette elettrici.

Stufa a biomassa

Un altro sistema da utilizzare per riscaldare il bagno è rappresentato dalla stufa a pellet o legna che, in realtà, riscalda tutta la casa. Il riscaldamento a biomassa, infatti, è un ottimo metodo che sostituisce la classica caldaia a metano per riscaldare tutta l’abitazione o un solo locale.

Queste stufe, da sole, riscaldano un solo ambiente ma, se si aggiunge un kit di canalizzazione, possono riscaldare più stanze, anche poste ai piani superiori. Infatti la stufa a biomassa agisce come una caldaia, portando il calore in più stanze, tramite l’acqua calda.

L’acqua calda in eccesso viene poi raccolta, mantenendo la temperatura, in un serbatoio (puffer) ed utilizzata all’occorrenza.

Naturalmente, la stufa non potrà essere collocata direttamente nel bagno ma il calore sarà erogato tramite delle specifiche bocchette d’aria (è necessario dunque prima procedere alla predisposizione a questo tipo di impianto).

Nel complesso, si tratta di una soluzione più adatta all’intera abitazione e non solo riscaldamento da bagno, ma un metodo da tenere in considerazione in caso di luoghi senza caldaia.

Come scegliere il dispositivo per scaldare il bagno

Oltre a scegliere il dispositivo adatto, tenendo conto di consumi ed esigenze logistiche, dovresti valutare anche la potenza di cui necessiti per riscaldare il bagno adeguatamente.

La scelta va fatta, certamente, in base ad alcuni fattori tra cui:

  • dove vivi: regione settentrionale o meridionale?
  • esposizione della stanza: a nord o sud?
  • ampiezza/metratura del bagno da riscaldare

Il rischio è quello di acquistare un dispositivo che non riscaldi tutta la stanza o che sia anche troppo potente per un ambiente contenuto. Ecco perché, in ottica di risparmio ed efficienza, vanno fatte queste valutazioni, magari anche con l’aiuto di un tecnico.