Pozzi perdenti: come disperdere le acque meteoriche

In tempi non troppo remoti i pozzi perdenti servivano a raccogliere nel sottosuolo la stragrande maggioranza dei rifiuti liquidi che urbanisti, ingegneri non sapevano dove smaltire. In linea di massima nella categoria rientravano scarti industriali, sostanze organiche di provenienza umana ed animale e quant’altro.

Ed oggi? Dove vanno a finire queste sostanze di scarto?

La legge

Le leggi attuali sono volte a tenere sotto controllo il fenomeno. Chiariamoci, il pozzo perdente, ossia quella sorta di buco nero in cui vanno a finire tutte le sostanze sopra elencate, esiste comunque ma i rifiuti (liquami e reflui industriali) che qui vengono convogliati, vengono in qualche modo chiarificati e depurati.

Il sottosuolo e le falde acquifere insomma non dovrebbero risentire, o quanto meno non oltre certi limiti, dell’inquinamento inevitabilmente prodotto dall’uomo e dagli animali giorno dopo giorno.

Grazie ai pozzi perdenti insomma ancora oggi si disperdono nel terreno liquami (chiarificati) provenienti dalle fosse biologiche ed acque meteoriche, il tutto però con un occhio di riguardo alla salute pubblica ed agli equilibri ambientali.

Com’è fatto un pozzo perdente?

Un pozzo perdente è fatto innanzitutto in maniera tale da dare il minor fastidio possibile alla popolazione civile. Questo significa in primo luogo trovare per la sua realizzazione una collocazione ben distante dalle aree abitate, dalle zone pavimentate e quindi a ridotta aerazione, stare ad una profondità dalla superficie di almeno 2 metri oltre che distanziarsi da ogni tipo di serbatoio e tubatura in cui è contenuta dell’acqua potabile di non meno di una cinquantina di metri.

E’ poi ovvio che la capacità di un pozzo perdente non può, in  nessun caso, essere inferiore a quella stimata per la fossa di chiarificazione piazzata sempre un po’ più in alto della struttura e comunque nelle sue immediate vicinanze.

In genere i pozzi perdenti vengono costruiti grazie all’assembramento di anelli forati realizzati in apposite fabbriche grazie alla lavorazione di calcestruzzo vibropressato. La collocazione nel terreno di questi oggetti avviene in maniera molto lenta, praticamente si procede interrando un prodotto alla volta che, sollevato senza mai avvalersi delle grappe, viene alloggiato all’interno di un apposito scavo precedentemente realizzato in modo da avere pareti verticali o leggermente inclinate.

Dimensionamento pozzo perdente

I parametri relativi alle dimensioni dell’oggetto in esame ed alla distanza di questo dagli assi dei pozzi devono essere determinati da dati quali il tipo di terreno in cui collocare la struttura o il tipo di schema dispersivo adottato.

Al di sotto del pozzo viene predisposto anche uno strato di pietre dalle dimensioni più o meno importanti atto a creare uno spessore di isolamento di circa una cinquantina di centimetri. Gli anelli, a questo punto, vengono calati nel terreno in modo da essere rigorosamente impilati. Il pozzo è dotato di varie finestrelle per l’aerazione attorno alle quali viene opportunamente allocato del pietrisco sistemato anche in questo caso seguendo strutture ad anello. Le pietre più vicine alle feritoie avranno un diametro maggiore rispetto a quello che compone gli strati più esterni: ciò allo scopo di agevolare ovviamente l’eventuale deflusso di acque.

Infine nel momento in cui si valuta la copertura del pozzo, variabile a seconda delle esigenze dei progettisti, si tiene sempre presente il tipo di carico d’esercizio d’uso.